Pietra da forno per pizza: migliori, informazioni, caratteristiche, modelli

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De'Longhi EO32752  Sfornatutto MAXI, Forno elettrico, 2200 W, Plastica, Nero
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L’innovazione tecnologica investe periodicamente tutti gli elettrodomestici e modifica continuamente i modelli in commercio, introducendo sia elementi innovativi sia potenziando quelli già esistenti, affinché il prodotto sul mercato corrisponda sempre di più alle esigenze del consumatore finale. Pur avendo oggi a disposizione tantissime attrezzature altamente performanti, bisogna mantenere sempre una certa attenzione sui tradizionali strumenti utilizzati in passato.

La ragione che è alla base di questa riflessione riguarda da una parte la riscoperta del valore dei materiali naturali prodotti in loco, e dall’altra la necessità di rendere al passo con i tempi anche gli elettrodomestici dotati di una tecnologia un po’ superata. Le pietre da forno per pizza, hanno proprio questo proposito: fornire la possibilità a chiunque, di preparare un’ottima pizza potenziando le caratteristiche del proprio forno.

In commercio esistono diversi tipi di pietre idonee per la cottura alimentare tra cui: la pietra refrattaria; la pietra lavica; e la pietra ollare. Quale scegliere tra queste tipologie?

 

Cos’è la pietra refrattaria

La pietra refrattaria è una pietra prodotta a partire dall’argilla refrattaria, un materiale particolarmente malleabile che, grazie alla presenza di ossido di Alluminio e ossido si Silicio tra i suoi componenti, è particolarmente resistente alle alte temperature. Proprio per questa sua peculiarità, l’argilla refrattaria viene abitualmente utilizzata nella produzione di mattoni refrattari adoperati per la costruzione di forni a legna.

Negli ultimi anni, con la crescita dell’interesse riguardante l’elaborazione casalinga di alcune ricette della tradizione, che per ragioni prettamente tecniche sono complesse da realizzare in casa, l’industria ha iniziato una produzione di nuovi utensili atti a sopperire tali difficoltà. Si trovano infatti in commercio moltissime pietre refrattarie di piccole dimensioni, che rendono possibile il loro utilizzo anche all’interno dei forni elettrici casalinghi. Con queste nuove attrezzature qualsiasi cuoco amatoriale potrebbe facilmente preparare un’ottima pizza fatta in casa, come quella che si gusta direttamente in pizzeria.

Le caratteristiche

Quali devono essere le caratteristiche di una buona pietra refrattaria? La forma della pietra non ha particolare importanza, ne esistono però in commercio alcune somiglianti ad un vassoio, con i bordi rialzati, che permettono ad eventuali liquidi di cottura di non disperdersi nel forno. Sebbene alcuni dicano che prima del primo utilizzo si dovrebbe ungere la pietra con dell’olio, è opportuno farlo almeno un giorno prima dell’utilizzo delle pietra per la cottura, per evitare che si producano cattivi odori.

La pietra, inoltre, deve essere riscaldata gradualmente, pertanto si dovrebbe inserire nel forno ancora spento. Una delle caratteristiche principali della pietra refrattaria è l’irradiazione del calore che assorbe e rilascia, offrendo un’ottima soluzione casalinga per la cottura della pizza.
Sarebbe opportuno scegliere una pietra di almeno tre centimetri di spessore, al di sotto di tale misura, non si garantisce una buona resa del prodotto in cottura, e inoltre potrebbe rompersi con gran facilità.

Per quanto riguarda invece la manutenzione, non deve subire sbalzi termici repentini e per la pulizia è sconsigliato l’uso di detergenti chimici aggressivi. Meglio pertanto utilizzare del bicarbonato di sodio diluito in acqua. Se permangono dei residui di cibo, si può delicatamente spazzolare con una spazzola in plastica, ma non con le retine in maglie metalliche.

Cos’è la pietra lavica

La pietra lavica è una roccia di origine effusiva che si può trovare facilmente nelle zone vulcaniche. Nei luoghi dove i sedimenti delle colate laviche si sono ormai raffreddati, sono sorte alcune cave di estrazione di questo materiale. La pietra lavica in principio per la sua resistenza e durevolezza, veniva impiegata per la produzione di diversi prodotti, come ciottoli per la pavimentazione stradale, o rivestimenti per bagni o cucine.

Successivamente, grazie all’ottima capacità di resistenza al calore, la pietra lavica è stata utilizzata anche nella produzione di utensili adatti alla cottura di alimenti, come piastre per il barbecue, che avevano intenzione di sostituire la più tradizionale griglia oppure, come nel nostro caso, piastre da forno per la cottura di pane e pizza.

Le peculiarità

La pietra lavica, essendo un materiale totalmente naturale e mantenendo le sue caratteristiche inalterate anche ad altissime temperature, è un ottimo sistema per cuocere cibi a contatto diretto con la sua superficie. Oltre a esaltare il sapore dell’alimento la pietra lavica non sprigiona nessuna sostanza tossica durante la cottura, dimostrandosi così anche altamente salutare.

Per preservare nel tempo intatte le caratteristiche di questa pietra si devono osservare alcuni accorgimenti circa la sua manutenzione e la pulizia. Prima del primo utilizzo la pietra deve essere unta con olio extra vergine di oliva. Trascorse 24 ore con un foglio di carta assorbente si procederà ad eliminare l’olio in eccesso.

La pietra lavica non deve subire né nella fase di cottura, né nella fase di pulizia alcun shock termico. Un cambiamento di temperature troppo veloce potrebbe creare sulla superficie delle fratture che ne causerebbero la rottura. Bisogna perciò riscaldarla a fuoco basso e aspettare che si raffreddi da sola prima di immergerla in acqua. Per pulire e sgrassare la pietra è sufficiente utilizzare del limone oppure dell’aceto.

È fortemente sconsigliato l’uso di detersivi, poiché la pietra, essendo un materiale totalmente naturale potrebbe assorbirli.

Cos’è la pietra ollare

La pietra ollare, conosciuta anche come Steatite è una pietra simile alla Giada, di colore verdastro. Offre un’ottima conduzione termica di circa dieci volte maggiore dell’argilla refrattaria, tanto che è una pietra molto utilizzata per la produzione di stufe maiolicate nei paesi del nord Europa. Anche questa pietra ha trovato una discreta produzione nella fabbricazione di utensili da cucina, come le piastre che si offrono come alternativa alla bistecchiera.

Le proprietà

La pietra ollare, a differenza della pietra lavica e della pietra refrattaria, ha una maggiore capacità assorbente del calore, che poi rilascia gradualmente in un tempo molto lungo. Questo permetterebbe alla pizza cotta su pietra ollare di essere servita direttamente in tavola senza raffreddarsi. Però, va detto anche che, visto la sua caratteristica di mantenere alta la temperatura della sua superficie, si potrebbe correre il rischio di bruciare il fondo dell’impasto.

Per quanto riguarda la manutenzione e la pulizia della pietra ollare si devono seguire le stesse indicazioni descritte sopra per la pietra lavica.


Mi occupo da diversi anni di promuovere spettacoli, eventi culturali ed artistici organizzando mostre, laboratori e redigendo recensioni divulgative ed articoli di approfondimento. I miei interessi sono molteplici, gravitano intorno a tutto ciò che mi circonda come la cucina e gli strumenti che mi permettono di realizzare ottimi piatti.

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